WeChat Tourism – Italy x Tencent: l’ambizioso ed innovativo progetto per il rilancio del turismo in Italia

 

Ha inizio ufficialmente WeChat Tourism Italy x Tencent, l’innovativo progetto lanciato da Neosperience e la sua business-unit Value China, nonché referente in Italia dell’area culture & tourism del colosso tecnologico cinese Tencent. L’iniziativa, sostenuta e patrocinata da Enit, mira a rilanciare il settore del turimo incoming italiano tramite lo sviluppo di un Mini Program dedicato all’interno dell’applicazione più utilizzata dagli utenti cinesi: WeChat.

 

Grazie al supporto degli operatori pubblici territoriali e nazionali, il Mini Program offrirà informazioni e servizi chinese-friendly e promuoverà le realtà del territorio italiano che sposano il concetto di alta qualità nel turismo, nell’accoglienza e nella sostenibilità. In questo modo la piattaforma permetterà di ispirare e guidare i turisti cinesi verso la destinazione prescelta dialogando con loro ancor prima di arrivare in Italia.

 

Oltre ad informazioni utili per scoprire e valorizzare il nostro territorio, nel Mini Program saranno presenti funzioni e servizi che garantiranno un’esperienza di viaggio in linea con le abitudini dei turisti cinesi, come l’acquisto dei biglietti per i mezzi di trasporto tramite il sistema di pagamento mobile WeChat Pay.

 

Le città pilota del progetto saranno quattro: Milano, Venezia, Firenze e Roma ed in futuro verranno incluse altre regioni italiane con lo scopo di promuovere destinazioni ancora poco conosciute in Cina.

 

“Siamo entusiasti di sviluppare questa iniziativa ambiziosa per rilanciare il settore turistico del nostro Paese e fornire a tutti gli operatori turistici nuove opportunità di business dopo un periodo di grande sofferenza economica. Lo sviluppo e fornitura di servizi digitali innovativi che valorizzano il territorio e l’offerta degli operatori gioca un ruolo chiave nel momento storico che stiamo vivendo. Questo progetto si iscrive nel quadro dell’impegno di Neosperience per il sostegno e il rilancio del nostro territorio e attività attraverso il digital: sviluppo sociale, ma anche opportunità per rafforzare il ruolo del nostro Paese come canale di comunicazione e condivisione di valori a livello internazionale.” Ha dichiarato Dario Melpignano, Presidente di Neosperience.

 

In Europa vi sono già diversi Paesi ad aver aderito al progetto di WeChat Tourism come l’Irlanda. Adesso anche l’Italia avrà l’opportunità di poter sfruttare le potenzialità offerte dal gigante Tencent e dalla sua super app per sostenere la ripresa del turismo dopo la crisi causata dal COVID-19.

Si riporta per intero questo interessante articolo di Guida VIaggi

http://www.guidaviaggi.it/rubriche/5509/turisti-cinesi-in-risalita-nel-2017

Spendono più di tutti, ma le biometrie hanno frenato nel 2016, il Rapporto del CeSIF ci racconta i dettagli di questo mercato

“La capacità di spesa del turista cinese ha superato da qualche anno quella del turista russo: quasi un terzo degli acquisti dei turisti stranieri in Italia sono cinesi”. E’ quanto afferma Alberto Rossi, responsabile marketing CeSIF – Fondazione Italia Cina, illustrandoci il rapporto “Cina 2017 Scenari e prospettive per le imprese”.Lo scontrino medio di un turista cinese in Italia è di 918 euro, seppur in calo del 3% sul 2015, quando spendeva 944 euro. Un primato incontrastato (i russi sono a 685 euro) e una grossa opportunità da cogliere. “Per questo riteniamo importante la certificazione Qsc, utile a tutti coloro che hanno a che fare con la domanda cinese, che ha bisogno di una liturgia ad hoc, da quando atterra, a quando arriva in albergo, a quando entra in una boutique”.L’86% dei beni di lusso comprati dai cinesi viene acquistato all’estero, “su questo l’Italia può giocare un ruolo rilevante” ribadisce Rossi, facendoci notare che siamo in una fase complessa. Le richieste di visto nel 2016 testimoniano un calo molto importante nel 2016 (siamo passati da 537.763 a 362.504). “Questo è dovuto a due fattori: la paura degli attentati e l’introduzione delle biometrie, il cinese che vuole venire in Italia deve lasciare le impronte digitali per ottenere il visto; in un primo momento l’Italia ha aperto pochi centri in Cina e alcuni cinesi per recarsi al consolato di riferimento dovevano fare un volo interno solo per mettere l’impronta, sceglievano quindi altre mete al posto dell’Italia – spiega il manager -. Ora questo aspetto è migliorato, c’è una grande velocità di rilascio, ci sono 11 nuovi centri e il primo trimestre 2017 dà segnali positivi”.

Il calo è apparentemente in contraddizione con i segnali riportati da Confturismo Istatche testimoniano 3,79 milioni di arrivi cinesi con un incremento del 12%. “Questo perché si considera il totale degli arrivi e non le richieste di visto turistico approvate (che sono 348.824); negli arrivi si considerano gli ingressi in Italia da altri Paesi dell’area Schengen per i più svariati motivi”.

Anche gli acquisti dei cinesi sono calati del 22% contro il +56% del 2015, ma sono sempre il mercato che spende di più in Italia, anche se arriva alla fine di tour europei. Sono tuttavia positivi i segnali del 2017, con un primo trimestre al +12% degli acquisti cinesi in Italia. Di incentivo a questa crescita di spesa e acquisto nell’ultimo triennio, il varo della legge anti corruzione in Cina, che ha radicalmente cambiato le abitudini dei cinesi all’estero. l.s.”